Inzuppati d’acqua salata, erano destinati al macero. E invece sono diventati libri d’arte messi all’asta

Questa bella storia è nata grazie a Maria Vittoria Miccoli, la ragazza che ha salvato i libri, studentessa bolognese al terzo anno dell’Istituto europeo di design (Ied) di Milano.

«Erano i giorni dell’acqua alta di Venezia, e io continuavo a vedere foto e video della città. Da lettrice e amante dei libri più di altre mi colpivano le immagini dei danni provocati alle librerie». Migliaia di volumi stesi ad asciugare, raccolti dai passanti in cambio di un’offerta.

Poi le sono apparse le immagini della libreria Acqua alta con i titolari obbligati a buttare più di 12 mila volumi. «C’ero stata, la conoscevo - dice la studentessa - e mentre guardavo le foto di quei libri sommersi me ne sono venuti in mente altri». Quelli appesi alle pareti di casa, a Bologna, aperti e usati come tele, diventati quadri.

«Mi sono detta: andiamo a Venezia, carichiamo alcune centinaia di libri, li portiamo qui allo Ied per trasformarli in oggetti d’arte». Maria Vittoria coinvolge le compagne di corso Anna Carera e Ambre Carladous. Partono per Venezia, chiamano amici e parenti, tanti giovani veneziani. C’è chi riempie gli scatoloni di libri, chi mette la barca e chi il furgone per il trasporto. In serata alla biblioteca dello Ied di Milano si contano cinquecento volumi.

Per alcuni niente da fare: vanno buttati. Gli altri però si possono salvare. Compagni di studi e non solo sono invitati a prenderli per trasformarli in oggetti d’arte. Centotrenta libri prendono la strada di Bologna, distribuiti ad artisti emiliani. È così, con l’entusiasmo del passaparola, che un volume sulla storia d’Italia dal 1919 al 1934 si è trasformato in una piccola serra, e il vecchio romanzo per signore “L’oratorio delle rose” in una scultura in cui da una testa sembra sbocciare un fiore, mentre un trattato sull’organizzazione di cantiere con calci, cementi e malte, è diventato la tela increspata di un acquerello.

Anna, una delle tre promotrici dell’iniziativa, ha fatto incetta di vecchi numeri di Topolino e di qualche romanzo, ha mescolato i font e ha creato un poster con la scritta: “Be brave”... un invito a essere coraggiosi.

Le opere realizzate a Milano sono all’asta, fino al 22 gennaio sulla piattaforma 32auctions, con l’obiettivo di raccogliere 20 mila euro.

Il ricavato aiuterà altri libri, quelli della Fondazione Querini Stampalia la cui biblioteca è stata danneggiata dall’acqua alta.

Tra chi aspetta con curiosità di vedere le opere c’è Lino Frizzo, il proprietario della libreria Acqua alta: «Per me è una gioia sapere che si sono salvati. Quei giorni di metà novembre mi hanno svuotato il portafogli, ma mi hanno riempito il cuore perché la solidarietà è stata più alta della marea».


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