Si chiama Lascia un libro, prendi un libro l’iniziativa di Giuseppe Rapisarda, un ambientalista che – da solo – è riuscito a mettere in circolo più di 3.000 libri, distribuiti in 100 punti di raccolta e condivisione gratuita, sparsi in 34 città, di 16 province, di 9 regioni.

Sembrerebbe all’apparenza un progetto di book sharing, ma l’iniziativa di Giuseppe va oltre. I libri, infatti, sono una Biblioteca Diffusa su tutto il territorio nazionale e popolano panifici, bar, botteghe e ferramenta. Può capitare, quindi, di entrare in un’attività alle falde dell’Etna e trovare tra gli scaffali – insieme ai prodotti del servizio – libri completamente a disposizione. L’unica regola, per poterne usufruire, è quella di lasciare un libro per ogni testo che prendiamo in prestito, di modo da approfittare del sistema di condivisione senza sminuirlo o intaccarlo.

Il progetto di raccolta e condivisione gratuita dei libri è partito da Belpasso (CT), ma si sta diffondendo a macchia d’olio.

«I nostri libri sono sempre protetti dai vandali e dalle intemperie – dichiara Giuseppe – all’interno di locali di esercenti e/o di associazioni, i quali, oltre a fungere da punti di condivisione, fungono anche da punti di raccolta per chiunque volesse donare i libri di cui si vuole disfare. In tal modo si evita che dei libri finiscano al macero».

Commenta ancora Giuseppe: «Recuperare e condividere non significa soltanto recuperare qualche centinaio di grammi di carta, ma significa non consegnare al macero un veicolo del sapere. Per fabbricare la carta di quel libro, sono stati abbattuti degli alberi. Alberi che germogliavamo, fiorivano, respiravano, si riproducevano, si nutrivano e nutrivano. La loro vita è stata sacrificata per diventare veicolo del nostro sapere. Recuperare e ridare vita ai libri, simbolicamente, equivale a ridare vita e onorare quegli alberi che sono stati abbattuti per fabbricare la carta di cui sono composti. È, inoltre, anche un gesto dal grande potere simbolico, per stimolarci ad avere una maggiore sensibilizzazione ecologica nelle azioni di tutti i giorni. Ritengo che non è per nulla un caso, che dove c’è una postazione per la raccolta e la condivisione dei libri c’è sempre anche un parco ben curato e una città ben tenuta».

fonte: Virgilio Notizie


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