Al Salone del Libro di Torino si parla di dati dell'editoria e cambiamento del mercato in questi primi mesi. I lettori forti generano il 45% delle vendite e ben il 75% degli utenti scegli i testi tramite blog e siti specializzati.

Al Salone del libro di Torino si è parlato di editoria in un interessante intervento, cui hanno partecipato Renata Gorgani, Ricardo Franco Levi, Presidente AIE, Stefano Mauri, del Gruppo GeMS, Giovanni Peresson dell’ufficio studi AIE.
I dati elaborati da AIE: l’intervento di Peresson

Molti settori dell’editoria stanno avendo attualmente grandi problemi, come ad esempio la letteratura per bambini in questo 2019, anche se nei primi mesi è cresciuta leggermente la narrativa italiana. Questo dato mostra come gli editori abbiano una maggiore attenzione per ciò che viene pubblicato e forse vi è anche una maggiore attenzione del pubblico per queste tematiche vicine al luogo in cui si vive. A cambiare è anche la ripartizione delle vendite in questi ultimi anni, per la prima volta c’è il sorpasso delle vendite online, rispetto a quelle delle librerie fisiche. Questo è uno degli elementi da guardare con attenzione, visto che le persone acquistano online per avere la comodità dello store, disponibile in qualsiasi luogo. Tutti questi fenomeni sono legati a cambiamenti del comportamento del pubblico, aumenta il ruolo che la comunicazione social ha nel veicolare la scelta, mentre diminuisce la scelta del libro in base alle esposizioni nel punto vendita.

Questo non è il solo elemento interessante, dal momento che ben il 75% delle persone sceglie un testo leggendo la recensione online, digitando semplicemente titolo e autore e effettuano poi l’acquisto tramite il link inserito in pagina. I social e i canali di comunicazione online sono un elemento che l’editore deve valutare molto bene adesso, dal momento che i dati mostrano sempre più lettori scelgono i propri testi in base a quello che viene suggerito non solo su Instagram e Facebook, oltre che su siti e blog specializzati. Interessante, spiega Peresson è vedere che a spingere il mercato dell’editoria italiana sono i lettori forti, che sono in media 5 milioni e che generano il 45% delle vendite dell’editoria italiana. Sono questi 5 milioni di lettori che portano avanti le vendite e che permettono di avere dei buoni dati.

Renata Gorgani: la letteratura per ragazzi in flessione

Un elemento che per Renata Gorgani è dovuto un po’ forse alla mancanza di un best seller per ragazzi, come avvenuto per «Bambine Ribelli» e anche se in questi mesi si stanno affacciando delle nuove proposte, non si tratta di testi molto forti per rilanciare il mercato. Non è molto positiva la Gorgani, dal momento che non solo la demografia sta scendendo, ma anche perché sta crescendo una generazione di ragazzi digitali. La competenza digitale dei ragazzi è molto frammentata e superficiale e di conseguenza sarà difficile che ne prossimi anni si appassionino alla lettura del cartaceo. Un piano che però non viene preso in esame e per cui nessuno sembra fare nulla.

Stefano Mauri: l’analisi dei dati da parte di un editore

Il sorpasso dell’ecommerce e della vendita dei libri su librai indipendenti e grandi catene era un elemento che ci si aspettava, dice Stefano Mauri, dal momento che si era visto già in altri Paesi. I librai indipendenti sono senza dubbi quelli che però soffrono di più questo tipo di cambiamento. Da quando esiste l’e-commerce ogni libro che esce inoltre è in competizione con tutti i libri editi, con i libri usati e con i testi che sono stati pubblicati in passato.
Stefano Mauri spiega inoltre che oggi il processo è inverso rispetto al passato, perché se prima si andava in libreria per scegliere un testo adesso si va su Google, si cerca una recensione e si decide oppure a volte si decide di acquistare un testo per i consigli che esso offre, dopo che lo si è trovato su un sito.

Franco Levi: una battaglia per riuscire incentivare la lettura

L’AIE compie 150 anni in questo 2019 e il tema della lettura e della comprensione dei testi è un elemento da non sottovalutare, ma che non è una novità per l’Italia.
Il vero tema adesso è riuscire a affrontare il tema del libro, il tema del sapere e della conoscenza. Franco Levi spiega che le persone devono essere invitati, guidati e soprattutto che si deve riuscire adesso a creare un programma di introduzione alla lettura e alla cultura in Italia.
Il problema inoltre, aggiunge Stefano Mauri, è anche che l’Italia non investe in questo settore, non incentiva la ricerca, non c’è l’implementazione di progetti che aiutino le persone ad avvicinarsi alla lettura.


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