Tutto pronto a Torino per il 32 Salone del libro

Tutto pronto per il Salone del libro. Sarà il più grande della storia. Il Padiglione 5 non c’è più, ma in compenso è stato sostituito dalla Sala Oval con un numero smisurato di metri quadri.
Quella che comincia il 9 maggio sarà una fiera rivoluzionata, con i giganti dell’editoria non più schierati nei consueti spazi, ma distribuiti insieme ai marchi indipendenti nelle nuove geografie del Lingotto. Che non prevedono confini rigidi: sarà il Salone che abbatte le barriere del sovranismo e dei nazionalismi! 

Il suo direttore Nicola Lagioia ha già detto che non vuole politici a raccogliere voti, ma quest’anno la rassegna torinese cade a due settimane dalle elezioni europee. E se certo non ci sarà spazio per la campagna elettorale, spetterà a scrittori e intellettuali difendere un’Europa senza frontiere.
Per la prima volta nella veste di ospite non ci sarà un paese ma una lingua: lo spagnolo. E quindi un bacino culturale che dalla penisola iberica s’allarga all’America Latina, con Fernando Savater a tagliare il nastro di partenza, Sepúlveda e Vila-Matas a intrattenere il pubblico nella Plaza de Los Lectores, e tanti omaggi teatrali alla memoria di Cortázar, Bolaño e García Márquez a cui danno voce Fabrizio Gifuni e Neri Marcorè.
A proposito di Cortázar, è lo scrittore argentino a ispirare quest’anno il titolo del Salone: Il gioco del mondo.
In questo gioco non può mancare l’Africa del Nobel Soyinka, il Vietnam del Pulizer Viet Than Nguyen e le mille anime del mondo arabo, un filone curato come ogni anno da Paola Caridi e Lucia Sorbera (l’ospite d’onore sarà Sharjah, città degli Emirati Arabi).
Riuscirà il Salone a vincere anche quest’anno la sfida? Non ci resta che aspettare il 9 maggio.

per scoprire il programma completo vai al sito ufficiale dell'evento

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