35 anni fa si riuniva il Breakfast Club

Sabato 24 marzo 1984, nella Shermer High School in Illinois, cinque ragazzi che più diversi non si può, si ritrovano a dover passare il sabato nella biblioteca della scuola per punizione. Il preside dà loro un tema da svolgere. Titolo “Chi sono io?”. È il soggetto di Breakfast Club, il capolavoro di John Hughes: un pomeriggio in cui tutte le sfaccettature della personalità di ognuno vengono fuori, tra isterismi, ribellioni, pianti, baci con la lingua e la scoperta di se stessi, delle proprie diversità che possono valere come pregi e risorse, ma quanto male fa ammetterlo. Un’esplosione di emozioni rimaste sopite per tutta l’adolescenza, che vengono fuori grazie al confronto forzato con coetanei diversi in tutto e per tutto da noi, proprio come succede nella vita vera.

Questo film, la vita vera l’ha condizionata talmente a fondo che oggi, quando guardiamo un qualsiasi film/serie tv/reality in cui c’è la scena collettiva di riflessione e di scambio dei segreti, si parla del momento Breakfast Club. Ecco gli interpreti di questo film imperdibile, che guadagna valore ogni anno che passa:

5 ragazzi, un’esperienza che non dimenticheranno mai e che li porterà a cambiare per sempre. Un film da vedere e rivedere, per aprirci agli altri, da declamare rigorosamente sulle note di Don’t You Forget About Me dei Simple Minds. Un gioiello della cultura pop degli anni ’80.


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