Al via il 25 marzo gli Stati Generali dell’Editoria

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Obiettivo: il rinnovamento di un settore strategico come quello dell’editoria. Al termine delle consultazioni verrà presentato un documento finale completo, frutto del lavoro condiviso di tutte le parti coinvolte.

 

“Ora più che mai si avverte l’esigenza di un confronto serio e diretto, affinché governo e tutte le categorie di attori della filiera di produzione e distribuzione delle notizie dialoghino sul futuro dell’informazione, spiega Crimi. “Dagli stati generali dell’editoria mi auguro arrivino proposte per aiutare un settore che sta rapidamente cambiando il modo di fruire l’informazione, un aiuto che porti miglioramenti per i giornalisti, per gli editori ma soprattutto per i cittadini”.

“Gli stati generali dell’editoria sono un processo che durerà diversi mesi. Immaginiamo una fase di consultazioni fino a giugno-luglio, per arrivare a settembre con i disegni di legge da depositare”, ha spiegato Crimi, aggiungendo all’Ansa qualche dettaglio sugli Stati Generali. Ci sarà una prima parte della consultazione che si svolgerà online ed una seconda con confronti diretti, per arrivare a uno o più disegni di legge. “L’obiettivo è individuare i possibili interventi del legislatore per favorire uno sviluppo positivo delle dinamiche di mercato”.

“Non conosciamo ovviamente l’esito. Abbiamo la nostra visione politica e ci sarà un elemento di indirizzo, ma partiamo senza preconcetti con l’obiettivo di trovare soluzioni che aiutino tutto il sistema ad evolvere nel mercato nella maniera migliore per tutti”. Per questo il coinvolgimento sarà il più ampio possibile. Ad esempio, rivela Crimi, tra i soggetti partecipanti ci sarà l’Upa, l’associazione che riunisce le più importanti aziende che investono in pubblicità.

“Sono i principali finanziatori del sistema. Il loro punto di vista va preso in considerazione”. A fare la sintesi tra le varie proposte che saranno presentate sarà il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria.

“Il 25 marzo ci sarà l’evento di apertura con il premier Giuseppe Conte – prosegue Crimi -, poi si andrà avanti con una cadenza ben determinata. Oggi si può dire che gli Stati Generali si faranno, questa è una certezza. Se ne parla da anni ed ora è realtà: riuscire a mettere intorno a un tavolo tutto il mondo dell’editoria deve essere vista con un’opportunità per tutti i soggetti coinvolti”. “Il legislatore non può e non deve sostituirsi al mercato. L’obiettivo è individuare i possibili interventi che consentano alle imprese di operare nel mercato nel modo migliore possibile”, ha concluso.


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