È finito lo sciopero alla «Città dei libri»

È finito lo sciopero del più grande magazzino di libri italiano, la cosiddetta “Città dei libri” di Stradella, in provincia di Pavia, che per sei giorni ha impedito a gran parte delle librerie d’Italia di ricevere nuovi libri. Nella notte tra giovedì e venerdì è stato raggiunto un accordo tra l’azienda internazionale che gestisce il magazzino, e il consorzio per cui lavorano gli operai impiegati nel magazzino. L’accordo riguarda il riconoscimento dei livelli di inquadramento (che erano bloccati da tempo) e delle malattie gravi, oltre alla riconferma dei posti di lavoro precari.
la storia

Lo sciopero era iniziato nella notte tra tra giovedì 28 febbraio e venerdì 1 marzo, per chiedere il rispetto dei contratti di lavoro, il riconoscimento dei livelli di inquadramento (bloccati da tempo, come gli scatti di anzianità), la riconferma di circa 200 posti di lavoro e la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato.

il luogo

Nel magazzino di Stradella, che ha una superficie di 80mila metri quadrati e può contenere più di 100 milioni di libri, si trova lo stock di molte case editrici che lavorano con Messaggerie Libri, il più grande distributore italiano di libri. Dal magazzino partono le spedizioni – dirette alle librerie – dei nuovi libri in uscita e dei rifornimenti di quelli in catalogo e si gestiscono anche le rese, cioè la parte più complicata del funzionamento del mercato dei libri: sono le copie che i librai non hanno venduto e che restituiscono alle case editrici per farsi ridare dei soldi sotto forma di sconti sugli acquisti successivi.

la vertenza

Questa la situazione a Stradella raccontata da uno degli operai: «Arrivano i bancali da scaricare, 800 o mille libri per volta. Devo dire che ci facciamo un bel mazzo, anche le donne naturalmente, e la loro schiena qualche volta se ne va in malora prima della nostra».

Della situazione dei lavoratori del magazzino di Stradella si era già parlato la scorsa estate per via di un’indagine della procura di Pavia, quando dodici persone erano state arrestate con l’accusa di sfruttamento della manodopera e di frode all’erario.

Oltre allo sciopero nel magazzino di Stradella se ne sta svolgendo uno anche in un altro magazzino, quello di San Pietro Mosezzo in provincia di Novara, che si occupa di distribuzione di riviste. A scioperare sono i dipendenti di Flexa, una delle cooperative che lavorano lì: temono il licenziamento di 66 lavoratori e lo spostamento delle attività del magazzino in un’altra sede, a Como.


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