Libri come rifuti, scoppia la bufera a Corato

L’invito è quello di preferire prodotti durevoli in ottica di impatto ambientale. Così un libro viene considerato come un rifiuto qualsiasi. Meglio un ebook.

Incredibile ma vero. Sul manifesto, largo sei metri e alto tre, affisso nel comune di Corato, a nord di Bari venerdì 22 febbraio, campeggia l’immagine col doppio soggetto: da un lato un libro ‘classico’, di carta; dall'altro un'edizione digitale per e-book o tablet. Poi l'appello: "Preferisci i prodotti durevoli con minore impatto sull'ambiente. Produrre meno rifiuti – si legge – è una tua scelta”.

L’immagine questo evoca: il libro che diventa spazzatura mentre l’e-book che gli svetta accanto nella foto è portatore sano di ogni bene: durevole, non sporca, ha minore impatto sull’ambiente e aiuta il mondo a produrre meno rifiuti.

Ovviamente accostare il libro a un rifiuto ha indignato tutti, per primi i cittadini di Corato, che in tantissimi hanno postato l’immagine su facebook. Ne ha scritto la stampa locale amplificando la figuraccia e la questione è diventata argomento di Twitter e Instagram.

Una rivolta, in sostanza, che ha costretto l'Asipu a stendere un velo (nel vero senso della parola) sui manifesti incriminati.

Il direttore della società ha dichiarato: «Si chiarisce che la campagna di comunicazione è stata sviluppata autonomamente dalla società. Il logo del Comune ne indica esclusivamente la destinazione. Nelle intenzioni il riferimento è al materiale costituente il libro e non agli aspetti culturali per i quali si nutre la massima considerazione. Nelle prossime ore il manifesto sarà coperto, nell’attesa di fornire ulteriori elementi a chiarimento. La sovrapposizione fra valore culturale dei libri e finalità della campagna ha generato una percezione negativa per la quale ci scusiamo essendo lungi dalle nostre intenzioni».

Morale della favola: le intenzioni erano buone ma il risultato è stato pessimo.
Un libro, è meglio ribadirlo, sia esso intonso o usato, letto e riletto, è portatore di storie e di pensieri. Gettare un qualunque libro o semplicemente paragonarlo a pattume come la buccia di una banana o un pacchetto di sigarette accartocciato significa gettare un pezzo di storia delle persone che lo hanno scritto o che lo hanno letto. Leggere mille libri vuol dire vivere mille vite, sperimentare, conoscere, apprendere e confrontarsi. Per le prossime «campagne» invitate a leggere un libro piuttosto che a buttarlo. O al massimo invitate a regalarlo. Qualcuno lo accetterà e, forse, prima o poi lo leggerà.

 

 

 

 

 


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