Vito Crimi presenta gli Stati Generali dell'Editoria

Gli Stati generali dell'editoria e dell’informazione dovrebbero partire a metà marzo e «non saranno dei finti Stati Generali». A dirlo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi. «Sarà un confronto a 360 gradi, che coinvolgerà tutte le componenti del settore: dagli editori ai giornalisti», ha dichiarato l’esponente grillino.

«Fra i temi principali ci saranno i cittadini e il loro diritto di essere informati, la tutela dalle fake news, l’informazione primaria, il ruolo delle agenzie e come deve essere sviluppato - ha anticipato Crimi, mettendo sul piatto anche la questione relativa al ruolo dell’ordine dei giornalisti - Personalmente ritengo che la professione del giornalista debba essere liberata e non vada imbrigliata da un Ordine. Ma questa è la mia opinione, il tema sarà oggetto di discussione ampia negli Stati generali dell’informazione».

Nel suo intervento il sottosegretario ha parlato anche dei fondi erogati al settore negli anni scorsi. «Tutti i sistemi hanno bisogno di soldi, ma l’editoria deve recuperare anche proprie risorse per sopravvivere. In 15 anni sono stati stanziati quasi 4 miliardi di euro. E come sono stati utilizzati? Per ripianare bilanci e i prepensionamenti. Tutti i soldi sono stati utilizzati per la ristrutturazione finanziaria e non, come invece si sarebbe dovuto fare, per la ristrutturazione industriale», ha rimarcato, spiegando che il governo nella sua azione «ha voluto spostare il target. Per passare da un sistema che sostiene l’editore in quanto impresa a un finanziamento all’intero sistema, con criteri che premino chi riesca a piazzarsi sul mercato. Un sistema che deve sostenere anche i cittadini, il loro diritto di informarsi e il sistema di vendita. Ricordiamoci che l’informazione cartacea per l’80% passa attraverso le edicole».

Il futuro della stampa

«Oggi molti giornali sono fotocopie in cui le pagine sono fatte in ciclostilo, prodotte da un service esterno. Qual è così l’approfondimento che si offre? Ci sono criticità nel sistema - ha continuato Crimi - penso la stampa cartacea continuerà a esistere; si piazzerà in una nicchia di mercato e forse ne aumenterà il costo ma anche la qualità, dedicandosi all’approfondimento».

Informazione locale

«Oggi stiamo riscoprendo sempre di più l’importanza dell’informazione locale che è quella che ancora resiste, l’informazione locale è quella che regge meglio la crisi del sistema. E’ lì che bisogna puntare ed è quella che funziona meglio, perché è più vicina ai cittadini, a quello che le persone vogliono sentirsi raccontare. Ormai molti sono stufi di quell’inflazione di informazione sulla politica che molto spesso è autoreferenziale, con giornalisti che intervistano giornalisti.

L’informazione locale ti racconta i fatti che avvengono fuori dalla tua porta di casa, che eleva a notizia fatti che non lo sono per altri e spesso è l’informazione locale che con le proprie inchieste dà notizie all’informazione nazionale».

Copyright Europeo

Il sottosegretario è poi intervenuto anche sul tema della direttiva europea sul copyright. «Se viene approvata così com’è, avrete, secondo una mia previsione, meno soldi, sarà penalizzata la stampa locale. Non sarà così? Mi smentirete? sarò contento. Purtroppo l’esperienza in altri Stati dove sono state applicate norme simili, come in Germania e in Spagna, è stata disastrosa. A siti come Google, non interessa pagare lo snippet di una piccola testata. La stampa locale e quella piccola non avranno potere contrattuale, lo avranno solo i grossi editori. Attenzione a quella direttiva, potrebbe avere conseguenze nefaste per il mercato», ha concluso.


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